Accettazione Tacita Eredità

Quando nell’espletamento tecnico di un carico per relazione notarile la storia ventennale dell’immobile presenta provenienze nascenti da atti per causa di morte, di cui si rileva la trascrizione della denunzia di successione ma non si riscontra la relativa trascrizione dell’accettazione da parte dell’erede.

La normativa vigente riferisce che, nel caso in cui risulti esclusivamente la trascrizione della denunzia di successione, può solo desumersi l’assunzione della qualità di chiamato all’eredità, senza che, per converso, risulti alcuna accettazione da parte del chiamato di detta eredità.

Tale circostanza, in casi analoghi, ha determinato la sospensione della procedura da parte del G.E. e la richiesta di integrazione della relazione al fine di documentare la trascrizione dell’accettazione espressa dell’eredità (eventualmente previo esperimento dell’azione ex art.481 c.c.) o di atto che importi accettazione tacita (ai sensi dell’art.2648 c.3 c.c.), ciò al fine di sanare la ritenuta interruzione della continuità delle trascrizioni.
L’accettazione tacita quindi si rende necessaria al fine di dare continuità alle provenienze ventennali emerse dalla pubblicità immobiliare, con l’individuazione, ove fosse possibile, di un atto utile che importi accettazione tacita  (ai sensi dell’art.2648 c.3 c.c.), con la trascrizione ai pubblici registri e con l’onere di integrare la relazione già esistente.

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